Chi arriva a Loft Crimea con patio, in Via Marsala 5, si accorge subito di trovarsi in una Torino diversa da quella del centro. Basta attraversare il Po e la città cambia passo: le strade salgono verso la collina, compaiono giardini, ville, alberi alti, e il rumore del traffico si fa lontano. È il quartiere di Borgo Po e, nella sua parte meridionale, di Borgo Crimea: una zona residenziale tranquilla, con il Parco del Valentino proprio di fronte, dall'altra parte del fiume. Conoscerne la storia aiuta a guardarlo con occhi nuovi.
Un borgo di pescatori e lavandaie
Per secoli, la riva destra del Po fu soprattutto un luogo di lavoro. Fuori dalle mura della città, Borgo Po era abitato da pescatori e lavandaie che vivevano grazie alle acque del fiume, e da chi prestava servizio nei palazzi nobiliari del centro. Era anche un punto di accesso strategico alla città da oriente: per raggiungere Torino da questa parte bisognava attraversare il fiume, e il ponte era un passaggio obbligato. Il tratto più meridionale, quello dove oggi sorge il loft, apparteneva al conte Rubatti almeno fino al 1799 ed era conosciuto come borgo Rubatto.
Il ponte napoleonico e la Gran Madre
La svolta arrivò all'inizio dell'Ottocento. Durante il periodo napoleonico, fra il 1810 e il 1813, fu costruito il ponte in muratura a cinque arcate che ancora oggi collega Piazza Vittorio Veneto alla riva destra, l'attuale Ponte Vittorio Emanuele I, a circa 1,3 km dal loft. Il nuovo collegamento favorì l'espansione del borgo. Al ritorno dei Savoia, nel 1814, la città decise di celebrare l'evento con un grande tempio: la Chiesa della Gran Madre di Dio, iniziata nel 1818 e completata nel 1831, in stile neoclassico ispirato al Pantheon di Roma. Da allora è l'immagine simbolo del quartiere. Alle sue spalle si alza il Monte dei Cappuccini, con il convento e il belvedere sulla città, e poco più in là, sulla collina, la Villa della Regina, parte delle Residenze Sabaude patrimonio UNESCO.
Piazza Crimea e il suo obelisco
Il nome Crimea viene da un episodio del Risorgimento. Fra il 1855 e il 1856 un corpo di spedizione del Regno di Sardegna, al comando del generale Alfonso La Marmora, partecipò alla guerra di Crimea a fianco di Francia, Inghilterra e Impero ottomano. Per ricordare quella campagna, nella piazza che oggi porta questo nome fu eretto un monumento a forma di obelisco, opera dello scultore Luigi Belli, inaugurato il 1° giugno 1892 alla presenza del re Umberto I. Attorno alla piazza nacque una zona residenziale che attirò l'alta borghesia torinese: è questo il cuore di Borgo Crimea, che si estende dal Monte dei Cappuccini fino a Via Marsala, proprio la via del loft.
Liberty, ville e un ponte monumentale
Il periodo di maggiore sviluppo edilizio fu a cavallo fra Ottocento e Novecento. Nel 1907 venne inaugurato il Ponte Umberto I, a circa 600 metri dal loft, con le sue statue in bronzo: allineato a corso Vittorio Emanuele II, unì direttamente il centro con corso Fiume e piazza Crimea. L'Esposizione internazionale del 1911, ospitata al Valentino, diede un ulteriore impulso al quartiere. Sono di quegli anni molte delle ville e delle palazzine liberty che rendono così piacevole passeggiare per queste strade, alzando lo sguardo su ferri battuti, bovindi e decorazioni floreali.
La più celebre è Villa Scott, progettata nel 1902 da Pietro Fenoglio, uno dei maestri del liberty torinese, per Alfonso Scott. Con le sue torrette, la grande vetrata centrale e il terrazzo, è diventata famosa anche al cinema: nel 1975 Dario Argento la scelse come set di alcune scene di Profondo Rosso. Si ammira dall'esterno, durante una passeggiata in salita verso la collina. Curiosità nella curiosità: proprio Borgo Po, nella zona dell'attuale via Asti, ospitò nei primi anni del Novecento una parte della nascente industria cinematografica torinese.
Il quartiere oggi
Oggi Borgo Po – Crimea è uno dei quartieri residenziali più eleganti di Torino, ma ha conservato un'atmosfera di paese: botteghe, panetterie, piccoli giardini, il fiume a due passi. Per la spesa quotidiana c'è un supermercato Carrefour nelle vicinanze, e per mangiare fuori la padrona di casa consiglia tre indirizzi del quartiere: Trattoria Angelino, Bar Maggiora e Pizzeria Casa Crimea. Lungo il fiume si trovano alcuni storici circoli di canottaggio, e la padrona di casa ricorda come il loft sia vicino all'Esperia, alla Caprera e alla Cerea: ne raccontiamo la storia nell'articolo su il Po, i Murazzi e i circoli di canottaggio.
Il bello di soggiornare qui è avere tutto a portata di passeggiata: il Castello del Valentino a circa 300 metri, la Gran Madre e Piazza Vittorio Veneto a poco più di un chilometro, e la collina alle spalle per salire al tramonto verso i belvedere. Per un giro completo dei punti panoramici leggete anche la nostra guida alla collina, dal Monte dei Cappuccini a Superga.
Vivere il quartiere da Loft Crimea con patio
Ville liberty, il Po e la collina a pochi passi: soggiornate in Via Marsala 5 e scoprite Borgo Crimea con il ritmo lento di chi ci abita.